Un pezzo di storia che se ne va - Aldo Desiderio

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Desiderio a 18 anniSi stenta a crederlo, Aldo Desiderio non è più con noi
Una notizia che ti travolge e fa piangere tutta l'atletica catanese e non solo
di Michelangelo Granata

Domenica 24 luglio, ci ha lasciati il prof. Aldo Desiderio, pietra miliare dell'atletica siciliana.
Aldo Desiderio, nato a Reggio Calabria il 23 marzo 1945, nonno felice di cinque nipoti, due da Alberto e tre
da Claudio, nel 2019 aveva festeggiato i 60 anni di attività. La sua storia insuperabile comincia nel 1959, a
14 anni viene attaccato irrimediabilmente dal morbo dell'atletica leggera, ad infettarlo il prof. Bruno Cacchi,
che nel 1965 lascia Catania per trasferirsi a Milano, sposa l'indimenticabile Paola Pigni e diventa C.T. della
nazionale italiana (1971-1974).

Nelle foto: Aldo Desiderio a 18 anni; felice con uno dei suoi gioielli, l'acese Luca Grasso; con il suo primo allievo, Dario Nocita e il figlio.

 

Aldo3Aldo2Sino a tutti gli anni Sessanta ottiene buoni risultati in campo regionale nel peso e giavellotto, con il fratello
gemello identico Mario, che ci ha lasciato troppo presto, il 13 maggio 2019. Primeggia nei lanci agli
Studenteschi, ma smette ben presto nel 1965 con una punta di 50,90 nel giavellotto per un grave infortunio
alla spalla, anche se nel 1976 Ugo Politti lo spinge a gareggiare con gli Amatori. Docente dal 1968 di Fisica,
Matematica e Controlli automatici a microprocessore.
Il prof. Aldo Desiderio nel 1985 inizia la carriera di allenatore del giavellotto. Segue gli insegnamenti sulla biomeccanica del prof. Carmelo Bosco (Militello, 4 luglio 1943-†Roma, 22 novembre 2003) ed è plasmato dalle sue teorie e sperimentazioni.
Bosco, il più grande ricercatore italiano nella Scienza dello Sport, scienziato e luminare a libello mondiale, che vola a Jyväskylä in Finlandia nel 1968, poi nelle Università di Pennsylvania, Budapest, Zurigo, per approdare infine a Milano e all'Istituto di Medicina dello Sport di Roma. Il genio di Bosco, le sue conclusioni, gli strumenti di valutazione delle caratteristiche neuro-muscolari da lui inventati, l'hanno introdotto nei programmi di preparazione fisica degli astronauti della NASA (Agenzia Spaziale Americana),
dell'ESA (Agenzia Spaziale Europea) e dell'Agenzia Spaziale Russa.
Il primo discepolo di Desiderio, Dario Nocita, svetta tra gli Allievi con il titolo regionale nel 1985.
Impratichisce il figlio Alberto e per i posteri ecco la prima gara del nostro campione, 29,10 (600 g) all'età di quattordici anni, il 20 ottobre 1987 a Catania.
A fine anni Novanta e i primi del 2000 Aldo Desiderio furoreggia con la premiata ditta catanese di
giavellottisti. Questi i suoi seguaci che hanno segnato la scuola catanese della specialità al Campo Scuola di via Grasso Finocchiaro, diventato una sorta di terra finlandese: il già citato Dario Nocita, seguono in ordine alfabetico, Andrea Bitetti, Amelia Buscema, Lucrezia Ciuro, Cosimo Corsaro, Tiziana Cutuli, Alberto Desiderio, Marco Donia, Raimondo Faro, Agata e Sara Giuffrida, Luca Inzirillo, Keeven Keller, Simona La Pera, Loredana Maimone, Daniela Pace, Antonio Pellegrino, Giuseppe Petrina, Germana Sciara, Riccardo Spanò, Simona Taleci, Davide Tomaselli, Giacomo e Giuseppe Verdi, Maria Vaneria.
Nel 1997 collabora con il responsabile tecnico nazionale del settore lanci, Domenico Di Molfetta.
Straordinaria la stagione del 1997 per il tecnico Aldo Desiderio, un avvenimento più unico che raro in Italia, tre titoli italiani dei suoi allievi, in categorie diverse e sempre nella stessa specialità: Alberto Desiderio primo nella Finale Nazionale del Criterium invernale di Lanci; Davide Tomaselli titolo Promesse (66,90); Andrea Bitetti, oro a Senigallia nel Criterium Nazionale Cadetti (60,80), primatista regionale con 61,23 (Catania, 31 ottobre).

Per scrivere di Alberto Desiderio, laureatosi in Fisica nel 1998 ed insegnante di Matematica dal 2000, tredici presenze in nazionale dal 1996 al 2004, ci vorrebbero pagine e pagine intere. Basterebbe citare il quarto posto alle Universiadi di Catania nel 1997 con 77,42 in un evento irripetibile; nel 2001 l'apoteosi al Cibali, campione italiano con 78,01 l'8 luglio e in precedenza il 19 maggio il suo giavellotto che vola a 80,80 quasi a sfondare il muro di cinta del Campo Scuola. A tutt'oggi quinta prestazione italiana di tutti i tempi, dopo Carlo Sonego, Mauro Fraresso, Roberto Bertolini, Francesco Pignata e undicesima performances. Campione italiano Juniores nel 1992, Promesse nel 1995, Criterium invernale di Lanci (1997, 1999, 2001), sempre primo in Coppa Italia (1994, 1996, 1997, 1999, 2000), trascuriamo tutti gli altri piazzamenti. Sul totale di
590 risultati di sempre dal primato di 84,60 sino a 72,00, ben 53 sono di Alberto Desiderio.
Il primo lancio di Andrea Bitetti con il giavellotto (400 g) risale al 28 ottobre 1995, 39,20 la misura, per lui altri cinque record siciliani, uno da Allievo (58,02 nel 1999) e quattro da Junior. Nel 2001 quasi la stessa musica del 1997, due campioni italiani: detto di Alberto, Andrea Bitetti campione juniores il 29 giugno a Milano con 65,20. Nel 2003 un ennesimo titolo per la "Scuola Desiderio", Marco Donia campione italiano juniores il 15 giugno a Grosseto con 58,60 e adesso un luminare della medicina a Copenhagen.
Aldo Desiderio, dopo una pausa lunga e sofferta di dodici anni, era ritornato al Campo Scuola e si divideva in tre o quattro con il suo solito entusiasmo e la straripante amabilità: "lancia" nel giavellotto il più che promettente diciottenne acese Luca Grasso, salito in due anni da 34,31 a 48,91; passa con disinvoltura alla marcia, la sua allieva, Gioia Anzalone, oro Master SF50 sui 3000 m sotto il tetto ad Ancona; trasborda pure al disco e velocità.
La Fidal Catania, con il Presidente, Giuseppe Massimino Cocuzza; il Vice, Giacinto Bitetti; i Consiglieri; il Gruppo Giudici di Gara, i dirigenti, i tecnici, gli atleti, è vicina ai familiari di Aldo Desiderio, in particolare al figlio Alberto.