Corsa in Montagna 2018 - Piano Vetore (da Remigio)

2018trofeodarrigo

3° TROFEO DELL’ETNA

Memorial “Angelo D’Arrigo”

5^ Prova del Grand Prix Provinciale di Corsa Senior/Master 2018

Ancora una volta gli appassionati della corsa podistica hanno preferito agli ozi delle spiagge etnee, le fatiche della montagna. L’Etna ci ha accolto a Piano Vetore con una magnifica giornata. Un sole splendente ci ha abbronzato e un leggero vento ci ha accarezzato mitigando la fatica. Abbiamo “spiccato il volo” ricordando la mitica figura di

“Angelo D’Arrigo” su un percorso oramai collaudato sul quale misurare le proprie energie fin dal primo chilometro è fondamentale e indispensabile.

Il preludio della gara vede le operazioni di “punzonatura” degli atleti attraverso la distribuzione dei pettorali. L’installazione da parte di MySdam dei “marchingegni “ elettronici che diranno a ognuno di noi per quanti minuti e secondi ha “masochisticamente” faticato. C’è poi “l’erezione” del gonfiabile che durante la manifestazione ha avuto momenti di“dèfaillance” senza comunque causare problemi agli atleti.

Alle 17 e 30 puntualmente il Presidente della FIDAL, Sciuto, convoca sulla linea di partenza tutti gli atleti, donne e uomini di tutte le categorie. Ci schieriamo sotto il gonfiabile, è un momento che genera sempre emozione e tensione da parte di molti, lo starter alza la pistola in aria e.. “fa cilecca”, il colpo oltre che a salve risulta anche “a vuoto”. Tra l’ilarità generale, la scenetta si ripete più volte. Dopo vari tentativi, si opta per il “pronti via” “verbale”. Con l’atmosfera stemperata dallo sketch comico della pistola, tutti corriamo via col sorriso sulle labbra. Ma c’è poco da ridere, perché la partenza è in leggera salita su un tratto che può comprendere, a scelta, pietre di lava o sabbia dell’Etna, piante di Spinosanto molto pungenti, insomma c’è proprio di che divertirsi. In avanti scattano subito Domenico Lo Faro (ASD Puntese) e Giuseppe Pulvirenti (ASD Virtus Acireale), c’è anche Carmelo Torrisi (ASD Jonia Giarre) che con la consueta partenza scattante, cerca la sua solita “fetta” di visibilità. Io ho qualche difficoltà e sono in po’ in affanno, vedo avanti a me l’amico Salvatore Torre (ASD Fortitudo Catania), quest’oggi il mio migliore antagonista. Ma con lo sguardo cerco anche Mika Iwaguchi (ASD Fiamma S. Gregorio) e Lucia Signorello (ASD Fortitudo Catania) augurandomi di poterne seguire almeno per un poco la scia. Al termine della salita si svolta a sinistra e finisce lo sterrato. La strada è asfaltata e inizia la discesa lunga e ripida che caratterizza il percorso e che al ritorno, fatta “senza ascensore”, diviene “un muro”, per chi sa di ciclismo, degno del “Giro delle Fiandre”. Dopo poco opero il sorpasso su Salvatore Torre, quando ancora la discesa è solo a metà. Sono sul lato sinistro della strada che ha molti tratti di asfalto mancanti, non riesco a spostarmi lateralmente e rischio la caduta. Lentamente la “calata” si fa sempre meno ripida, fino a che entriamo nel bosco e abbiamo un breve, fresco e ombroso tratto in piano. Al termine di questo tratto c’è un bivio in corrispondenza del quale si trova la statua di San Giovanni Gualberto, santo protettore dei Forestali che fa miracoli. Al bivio c’è anche Biagio Di Mauro, presidente della Fiamma San Gregorio, lui non fa miracoli, distribuisce solo acqua ai podisti. Non ha molti “clienti”, il fresco del bosco forse è sufficiente a ritemprarsi. Io sono al fianco di Mika Iwaguchi alla quale Biagio sussurra a bassa voce: “accelera un pochino”, perché di sicuro abbiamo qualche femminuccia che ci insegue a breve distanza. Inizia un tratto in salita e Mika ha un passo più sostenuto del mio, perdo terreno nei suoi confronti. La salita è breve, ma nel suo tratto finale si impenna, Mika si allontana, io sono in forte affanno. Finalmente la salita si trasforma in discesa ma non riesco a prendere un grande ritmo. Non ho idea di cosa faccia alle mie spalle Salvatore Torre, mentre mi vedo superare con passo sicuro da Lucia che naturalmente e alle calcagna della Iwaguchi. Lungo il tratto in piano vedo che Lucia aggancia Mika. Si forma cosi una coppia di testa di “femminucce” italo – nipponica che si contende la conquista del 3° Trofeo dell’Etna. La Signorello sembra in gran forma, ma Mika è “capatosta” e non mollerà facilmente. Proseguo sulla scia di queste belle e simpatiche “quarantenni” scatenate ma le vedo allontanarsi sempre di più. Aspetto con timore l’inizio della terribile erta finale. Ecco che la strada si impenna, la fatica si fa “feroce”. Subisco alcuni sorpassi da parte di chi dovrà affrontare un secondo giro ma non arrivano podisti della mia categoria. Stringo i denti per non dovere camminare, lo sforzo è improbo. Mi supera l’amico Michele Ranno (ASD Atletica Sicilia) che trova la forza di incitarmi. Ho ancora un momento di forte difficoltà, ci vorrebbe la bombola dell’ossigeno. Conosco bene il percorso, sono sull’ultima curva del tratto in salita. La strada lentamente spiana, inizia un breve rettilineo, mi sto riprendendo, l’ossigeno non serve più. Termina l’asfalto, mancano 300 metri all’arrivo. Il Piano Vetore è di fronte a me con il gonfiabile al centro. Per un istante mi volto indietro, non c’è nessuno a breve distanza. La discesa finale è un gioco. Taglio il traguardo, la categoria dei sessantenni è a mio appannaggio e l’amico Torre arriva dopo un pugno di secondi. All’arrivo apprendo che l’Italia di Lucia Signorello ha battuto il Giappone di Mika Iwaguchi aggiudicandosi il 3° Trofeo dell’Etna al femminile. Complimenti a entrambe. Dopo un quarto d’ora arriva il primo assoluto dei “reduci” del secondo giro, Domenico Lo Faro, vincitore al maschile del medesimo trofeo; si devono aspettare oltre 3 minuti per applaudire anche il secondo arrivato, Giuseppe Pulvirenti, complimenti a tutti e due. Ma l’applauso più grande va a Salvatore Di Caro (ASD Atletica San Pietro Clarenza) , ultimo arrivato che taglia il traguardo dopo 1 ora e 20 minuti.

Manifestazione d’eccellenza sotto la guida magistrale di Santi Coppola, presidente dell’Atletica Valverde che anche quest’anno ci ha regalato una gara podistica bellissima per il contesto dove si svolge, ricca di premi, senza che sia trascurato nessun particolare.

Un abbraccio speciale per la signora Laura Mancuso presidente della “Fondazione Angelo D’Arrigo”, sempre gentile e disponibile con tutta la comunità sportiva degli atleti.

Arrivederci al prossimo anno.

 

Remigio Di Benedetto

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